nov 162014
 

attrezzi per schizzi ad inchiostro
Nel mio borsello : una stilografica con cartuccia usa e getta color marrone e una stilografica con cartuccia nera, un pennello con serbatoio d’acqua, blocchetto per schizzi di grammatura minimo 90g. e un raccoglitore per fogli A5 .
Riguardo le gocce d’acqua che potrebbero fuoriuscire in borsa, il pennellino lo puoi mettere in una scatolina portapenne anche pieno fino all’orlo, e se ti porti dietro una bottiglietta d’acqua puoi bere tu e far “bere” il pennellino ( ma va bene se sei in giro qualsiasi fontana o rubinetto d’acqua).
State tranquilli che la vaschetta ha un salva goccia e c’è un tappo… certo se viene compresso a forza potrebbe anche succedere di perdere un pò di liquido ma francamente a me non è mai successo e il pennellino lo uso da circa tre anni, adesso per questa tecnica, prima portavo dietro le matite acquarellabili e le fondevo con quel pennellino (male che vada esistono i nylon ad uso domestico e per sicurezza, in special modo le donne che in borsa tengono di tutto compreso cellulari, potete custodirli nei nylon). Io ormai li porto quasi sempre dietro perché sono semplici e di effetto, e in poco tempo si fanno schizzi di quello che vedi realmente o eventualmente da spunti di immagini da qualche rivista che si sta leggendo, creando lavori finiti o spunti per altri lavori che si potranno fare nelle tecniche tradizionali ad olio o acrilico, e inoltre serve da passatempo utile e dilettevole!
Tenete il pennellino vuoto se volete (o se lo tieni libero di muoversi in mezzo alle altre cose dentro la borsa). Io come avevo accennato nel borsello ho un’apposito portapenne di cuoio dove infili le penne e i pennelli e per di più con la punta in alto senza che si possa muovere.
Ecco il modus operandi:
dopo aver schizzato o disegnato il vostro soggetto, scegliete la direzione della luce e con il pennello ad acqua allargate l’inchiostro nella zona dove in figura c’è l’ombra creando un effetto il più possibile tridimensionale. Se volete fare le nuvole basta prendere con il pennello un pò di colore nelle zone del disegno che l’hanno in quantità maggiore e disponetelo nel cielo degradando dall’alto verso il basso a ponfi; per gli alberi picchiettate con il pennello le zone in ombra dove in precedenza avete dato inchiostro come forma delle fronde. Lasciate il più possibile, come fareste con l’acquerello, bianche le zone del foglio per le luci più alte. Per i toni vi regolate premendo più o meno la vaschetta dell’acqua, essendo colore monocromatico ed avendo la necessità di imitare le varie tinte di colore. ). Il colorino che mi si dice assomiglia alla sanguigna, si ottiene dopo qualche secondo che metto inchiostro sulla carta, poiché questo si schiarisce da se (all’inizio è più scuro)e lo diluisco subito con il pennellino.
Vi faccio vedere questo , in cui oltre la stilo su citata ho usato anche la classica penna a biro
Pedalata in Val d'Orcia
Notate il cielo! Come fareste ad evitare di toccare l’inchiostro della biro?..un pò di inchiostro anche dalla biro in minima parte viene via, certo non come dall’inchiostro marrone, in questo caso per far vedere i nuvoloni accennati basta prendere colore marrone dove in altre parti del disegno è di troppo e darlo a ponfi un po ad arte in giro per il cielo e per gli scuri lo prendo dal disegno e se non è sufficiente con la penna su un altro pezzetto di carta faccio uno scarabocchio con tanta biro e lo prendo da li sempre con il pennello e lo metto dove ritengo faccia sembrare il cielo più realistico. Ho visto che più pratichi questa tecnica e più facile e più divertente diventa, essendo anche veloce nella realizzazione.
Fate schizzi ovunque voi siate: anch’io avevo timore che la gente si avvicinasse a guardare quello che facevo, ma rotto il ghiaccio (più che altro mentale, perché mi son detto che in fondo chi ti guarda non è detto che sia più bravo di te nel disegnare piuttosto è ammirato da quello che stai facendo. Si possono fare dappertutto specialmente quando ci si trova in giro per le strade o le campagne, a mare o in vacanza o sul treno o in attesa da un medico o in un ufficio. Ho provato ed è sempre stato un utile e costruttivo passatempo. Bisogna fare tanti schizzi per abituarsi la mano a dosare linee e acqua, e la mente a creare sintetizzando. Pochi tratti nei punti essenziali e diluizione solo per creare il gioco di luci e ombre
Il Macchinista
Il macchinista è uno schizzo fatto con inchiostri marrone e nero su carta da schizzi di 95 gr. e ombreggiati sfumando con pennellino a serbatorio d’acqua lo stesso inchiostro nei posti dove ombra propria o portata definiscono l’immagine pensando alla fonte di luce provenire in alto da destra. Ho immaginato un macchinista da vecchi ricordi del film “Il Ferroviere” con Pietro Germi, e dopo averlo disegnato direttamente con la stilografica ad inchiostro marrone definendone le linee principali dei contorni e delle principali pieghe come se lasciato il mezzo su un binario morto del fascio si avviasse verso la stazione a piedi lungo il binario, ho immaginato una vaporiera alle sue spalle in modo che il fumo coprisse un pò del cielo per riempire e fare scena e ho contornando il tutto arricchendolo con un ormai classico paesaggino toscano che tanto amo. Quindi dopo aver sfumato e ombreggiato il primo colore, per rafforzare i contrasti, ho dato inchiostro nero al disegno e a sua volta ho risfumato e ombreggiato anche questo. La punta del pennello è leggermente umida essendo a contatto minimo con l’acqua del serbatoio, quindi non si esagera nella sfumatura dell’inchiostro, ma quando circostanza vuole che la punta sia più imbevuta d’acqua basta stringere leggermente di più con pollice e indice il serbatoio e si ottiene un effetto più acquarellato di quello che si stà dipingendo

Paolo

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