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Proverbio n.178

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lug 032015
 

Essiri tuttu fauci e cutieddu

 

Essiri tuttu fàuci e cutieddu

(Essere tutto falce e coltello)

A parole, e non nella realtà, essere qualcuno; essere borioso, spaccone.

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Proverbio n.70

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giu 122015
 

Avieva na fammi canina canina visti nu sceccu e ci parsi iaddina

 

 

Avièva na fammi canina canina: visti nu sceccu e mi parsi iaddìna

(Avevo una fame da cani, vidi un asino e mi sembrò gallina)

Chi è affamato stravede.

E’ attribuito anche a chi per troppo desiderio afferra una cosa al posto di un’altra con molta ingordigia.

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Proverbio n.453

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giu 092015
 

U cacatu sta nsuspisu

 

 

U Cacadu sta ‘nsuspisu

(Chi si è fatto la cacca addosso non si siede)

Il senso è lo stesso ovunque: Chi ha commesso una manchevolezza resta con l’animo nel timore di venire scoperto.

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Proverbio n.284

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giu 052015
 

Niesciri a notti commu e babbaianni

 

 

Nièsciri a notti comu e babbaianni

(Uscire di notte come le lumache)

Detto generalmente di persone poco affidabili, ma talora anche detto in senso scherzoso. Generalmente vuole rimarcare il comportamento di quella persona che si fa vedere raramente, come le lumache che escono solo quando è piovuto.

 Posted by at 23:46

Proverbio n.434

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mag 302015
 

Testa i cchiuppu

 

 

Testa i chiuppu

(Testa di pioppo)

Sta a significare una persona dalla testa dura come il tronco di un pioppo; chi è duro nell’apprendere.

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Proverbio n.6

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mag 272015
 

A corda ruppi ruppi a siuogghi chin' ci curpa

 

 

A corda ruppi ruppi a sciuògghi chi ‘nci curpa

(La corda piena di nodi la scioglie chi non ha colpa)

Capita purtroppo nella vita: spesso alcune azioni, compiute dolosamente da una persona, sono attribuite per errore a chi è innocente e non ha niente a che vedere con quell’illecito.

 Posted by at 21:00

Proverbio n.323

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mag 212015
 

O strazzatu su tirunu i cani

 

 

O strazzadu su tirunu i cani

(Gli straccioni se li tirano i cani)

Spesso le disavventure si accaniscono su coloro che già per loro conto sono provati da dispiaceri e dalle avversità.

 Posted by at 19:58

Proverbio n.406

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mag 192015
 

Si uoi a furtuniedda fai a buttaniedda

 

 

Si uoi a furtuniedda, fai a buttaniedda

(Se vuoi la fortuna, fai la puttanella)

Non necessariamente il detto si associa a questa considerazione.

In genere si riferisce alla ragazza che, pur essendo onesta, è riuscita con abilità nell’intento di accaparrarsi un giovane ben posizionato economicamente.

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Proverbio n.217

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mag 172015
 

I morti su testa cu testa e i vivi fannu resta

 

I morti su testa cu testa e i vivi fanu resta

(I morti sono testa con testa e i vivi fanno cocci)

Usato al femminile plurale “Resta” indica cocci di vasellame di terracotta, detti in antico vasi di resta, pignati i resta ecc.

In senso lato il vocabolo sta per Rottame.

Questo modo di dire intende che i morti ormai sono deposti vicini fra loro nelle tombe, e gli eredi contrastano per l’eredità, prima ancor di piangere il grave lutto.

 Posted by at 13:10

Proverbio n. 136

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mag 162015
 

Criccu e croccu  croccu, manichi i ciaschi

 

 

Criccu e croccu, mànicu i sciàscu

(Cricco e Crocco, manici di fiasco)

Due amiconi che si somigliano nelle azioni.

In modo proverbiale vuole evidenziare non la somiglianza, ma l’identico comportamento di individui grulli. Non si esclude però la loro furberia e persino la loro ribalderia.  In certo modo si riporta al detto latino: Asinus asinum fricat (letteralmente significa: asino gratta asino).

 

 Posted by at 22:13

Proverbio n.92

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mag 142015
 

Caminari a notti comu e lupi minari

 

 

Caminari a notti comu e lupi minari

(Camminare di notte come i licantropi)

 

E’ rifferito particolarmente a coloro che vanno di notte, ma con fini illeciti, perché hanno qualcosa di poco rassicurante da nascondere e sono individuabili dalla loro andatura circospetta.

 

 

 Posted by at 21:08

proverbio n.460

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mag 052015
 

U mastru quartararu unni uoli u manicu u mpiccica

 

 

U mastru quartararu unni vuoli a manica a mpiccica

(il fabbricante di brocche attacca il manico alla brocca dove vuole)

Anticamente le brocche si facevano con la creta; il primo manico veniva messo dall’operaio a piacimento.

Il senso è che una persona cavillosa trova sempre un buon pretesto per darsi sempre ragione; ma può farlo solo una prima volta.

 Posted by at 18:49

Proverbio n.480

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mag 022015
 

U suli i marzu sdirruggia u catinazzu

 

 

U suli i marzu sdirruggia u catinazzu

(Il sole di marzo toglie la ruggine dal catenaccio)

Non che il sole tolga materialmente la ruggine, ma a marzo cominciano le belle giornate e si sfrutta l’occasione per tenere aperti le finestre affinchè il sole più caldo vi penetri maggiormente.

Al detto si suole dare generalmente il significato proprio, cioè l’osservazione astrofisica; più raramente si estende, rivolto alle persone, come ad invogliarle ad approfittare dell’inizio delle belle giornate per cominciare lavori che con la brutta stagione non si è potuto fare.

 Posted by at 12:20

Proverbio n.123

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apr 272015
 

Chi passa i cursa nun si ni adduna

 

 

Chi passa di cursa nun si n’adduna

(Chi passa di corsa non se ne accorge)

Si motteggia chi non esegue un lavoro a regola d’arte e spera che nessuno si accorga dell’errore.

Il detto ha lo scopo di evidenziare tale errore.

 

 Posted by at 19:49

Proverbio n.378

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apr 252015
 

Sant'Antoni nun ha bisognu de porci

 

 

Sant’Antoni nun ha bisuognu de porci

(Sant’Antonio non ha bisogno dei maiali)

Sant’Antonio è protettore degli animali, che a lui venivano condotti annualmente per la benedizione.

Suole dirlo chi, dopo aver chiesto l’aiuto di un amico per un certo lavoro o cortesia, è stato lasciato da solo. In tal maniera fa sapere all’amico scortese che anche da solo è riuscito a far tutto ed anche meglio.

 

 Posted by at 22:28

Proverbio n.352

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apr 212015
 

Po malu mastru  nun su bboni i stigghi

 

 

Po malu mastru nun su boni i stigghi

(Per il cattivo operaio, che non vuole lavorare, gli arnesi sono considerati difettosi)

E’ la scusa di chi non vuole lavorare quella di prendersela con gli arnesi non adatti.

Come si suol dire “ogni scusa è buona”

 Posted by at 20:40

Proverbio n.154

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apr 192015
 

D'unni viegnu viegnu do mulinu

 

 

D’unni viègnu, viègnu do mulinu

(da dove vengo, vengo dal mulino)

Chi ritornava dal mulino, allora ad acqua, sicuramente doveva avere con se un pesante carico di farina.

In senso figurato chi si è saziato di dare botte, sicuramente, ne avrà date tante, con ragione, da costituire un bel carico come quello rappresentato da un grosso sacco di farina.

 

 

 

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Proverbio n.476

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apr 062015
 

U sceccu i porta e u sceccu si mancia

 

 

U sceccu i porta e u sceccu si mancia

(L’asino li trasporta e l’asino se li mangia)

L’asino trasporta nella stalla la paglia che mangerà poi durante l’inverno. Il proverbio è usato analogicamente per rimarcare il momento in cui un tale, andando a far visita ad un amico, mangia tutto ciò che aveva portato in dono.

 Posted by at 0:36

Dal Libro dei Racconti: Paolo e Francesca (testo)

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apr 052015
 

Paolo e Francesca

Francesca era una povera ragazza che viveva facendo servigi. Abitava nel cortile della Madonna delle Grazie. Suo padre e sua madre si adattavano al primo lavoro che capitava: una volta a raccogliere carrube, una volta a raccogliere olive, una volta a vendemmiare; insomma il lavoro non mancava loro mai: se lo sapevano scovare, e benché fossero poveri, di fronte alla società non sfiguravano mai. La verità è che tutti li cercavano perché con niente se li toglievano di dosso.

Pazienza, la figlia era un pò grulla, però non pensate che fosse stupida; sempliciotta sì, questo dobbiamo ammetterlo; ma tuttavia, con i servigi che faceva, qualcosina a casa portava.

Paolo invece, passava il tempo lavorando in campagna: una volta in un posto, una volta in un altro posto, fatto sta che, per coscienza, in paese non si vedeva mai.

Come giovane, in fin dei conti, non è che gli si potevano imputare pecche; la gioventù l’aveva. Magro sì… ma…un pochino. Certo, non era perfetto di mente, però le persone non ci facevano caso: quando lo richiedevano stavano sempre a controllarlo. Continue reading »

 Posted by at 0:21

Il Libro dei Racconti : premessa

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apr 052015
 

Il Libro dei Racconti è un inedito scritto da mio padre, che non fece in tempo a pubblicare perché nel mentre venne a mancare, e per il quale avevo fatto alcuni disegni da inserire in ogni racconto. Era scritto in galloitalico minore parlato a Ferla, antico dialetto tuttora in essere in forma simile a quella originaria in alcuni paesi della Sicilia centrale ed orientale, particolarmente a Piazza Armerina, Aidone, S.Fratello, Nicosia e Sperlinga, diffusosi al tempo della dominazione Normanna e Lombarda nel XIII secolo, per cui conserva specialmente nella fonetica, un substrato gallo-celtico tipico del parlare dell’Italia settentrionale, zona Piemonte e l’entroterra ligure di ponente, della Provenza e della Bretagna.  A Ferla fu portato dagli abitanti di Piazza Armerina discendenti dai Lombardi che la fondarono e a lungo vi risiedettero, ma nel tempo fu influenzato dalle successive dominazioni che si susseguirono a Ferla, fra i quali il catalano, che nei secoli ha portato il dialetto ferlese più vicino al parlare siciliano.

Io, di tanto in tanto, cercherò di inserire uno dei disegni che avevo fatto a suo tempo nella sezione “Racconti” e una storia illustrata a fumetti e il testo tradotto in italiano di alcuni racconti nella sezione “Articoli”; pubblicherò il testo in Italiano perché ritengo che sia alquanto ostico, anche per un siciliano, poter comprendere alla perfezione il testo in originale scritto in galloitalico.

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Proverbio n.332

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apr 042015
 

Pani i guvernu pani eternu

 

Pani i guvernu, pani eternu

(pane di governo, pane eterno)

Il dipendente statale, anche se percepisce qualcosa in meno rispetto al privato, è più tranquillo, perché la struttura pubblica è continua e non soggetta a fallimenti.

 Posted by at 0:24

Proverbio n.167

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mar 302015
 

Essiri allampadu

 

 

Essiri allampadu

(Essere colpito dal lampo)

Si intende di un tipo alto e magro ma soprattutto tale che a quelle qualità accoppi il difetto di una famelica voracità da fare invidia alla lupa dantesca.

 Posted by at 20:05

Proverbio n.170

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mar 292015
 

Essiri comu n'annunnadu

 

 

Essiri comu n’annunnàdu

(Essere come un accoccolato)

E’ rivolto a chi d’inverno se ne sta tutto incappottato e rintanato in un angolo per il freddo. Chi patisce il freddo fino a battere i denti, nonostante si copra di tutto punto.

Si suol dire ciò anche dei pulcini che dopo i primi giorni di vita si ritrovano all’ombra e lontani dalla chioccia.

 Posted by at 20:36

Proverbio n.215

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mar 272015
 

I guai ra pignata i sa a cucchiara ca i rimina

 

I guai da pignata i sa a cucchiara ca i rimina

(I guai della pentola li sa solo il mestolo che li rimescola)

Solo chi e addentro un dato problema può immedesimarsi, mentre dal di fuori si riesce appena a giudicar male. E’ da persona assennata quindi non immischiarsi mai nelle faccende degli altri, specialmente quando non si è stati messi a conoscenza direttamente dall’interessato. Non è difficile incorrere in grossolani errori e le cose possono essere ben diverse da come si mostrano.

 

 Posted by at 18:13

Proverbio n.226

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mar 262015
 

Ittari scagghiu e iaddini

 

Ittari scagghiu e iaddini

(Buttare mangime alle galline)

In senso stretto si intende: dare motivo di pettegolezzo o per altri fomentare il pettegolezzo; ma può anche avere un altro significato anche se controverso, e cioè mostrare un atteggiamento altero da attirare l’attenzione degli altri.

 Posted by at 18:43

Proverbio n.324

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mar 252015
 

O ti manci sta minestra o ti etti da finescia

 

 

O ti manci sta minestra, o ti etti da finescia

(O mangi questa minestra, o ti butti dalla finestra)

Per ammonire una persona che non esiste scelta diversa all’infuori di quella obbligatoriamente intrapresa.

 

 Posted by at 16:44

Proverbio n.18

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mar 232015
 

A quannu fici nu llollu ci cadi a balata o furnu

 

 

A quannu a quannu fici nu lòllu, ci cadì a valata o furnu

(Proprio quando ero riuscito a fare un dolce, gli cadde sopra la pietra che chiudeva il forno)

Si dice in tono di velato rimprovero verso chi nella vita non si è mai sognato di lavorare, e, proprio quella volta che intraprendono un lavoro, lo cominciano male e attribuiscono ad evwenti estranei o ad altri la cattiva riuscita, nel caso specifico alla caduta della pietra che chiudeva il forno.

“Lollu” è un tipo di dolce costituito da pasta, bagnata nello zucchero o nel cioccolato dopo la cottura.

 

 

 

 

 Posted by at 20:25

Proverbio n. 336

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mar 222015
 

Pari cu pari lascili fari

 

 

Pari cu pari, lascili fari

(Pari con pari, lasciali fare)

Suona consiglio: non immischiarti fra due della stessa risma. Se non sono faccende che ti coinvolgono in prima persona, lascia fare non immischiarti.

 Posted by at 20:11

Proverbio n.191

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mar 212015
 

Fari d'ogni erba un fasciu

 

 

Fari d’ogni erba un fasciu

(Fare d’ogni erba un fascio)

In senso figurato sta ad indicare “ammucchiare ogni tipo di erba senza selezionarla” quindi mischiando cose diverse; riferito a persone vuol denunciare la faciloneria con cui si giudica tutti allo stesso modo, come se ogni persona fosse dello stesso stampo morale di un’altra o avesse le stesse doti.

 Posted by at 0:34

Proverbio n.03

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mar 202015
 

RUVETTU

 

 

Ruvettu

(Rovo)

In senso figurative detto di persone snelle e alte. In senso dispregiativo di chi è “appiccicoso” di chi si lega ad un’altra persona fino ad essere oppressivo, ossessivo, invadente.

Altri intendono questo modo di dire nel senso di una persona che vive alle spalle del lavoro degli altri senza collaborare.

 

 

 Posted by at 19:30

Proverbio n.102

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mar 172015
 

Casa lurda genti aspetti

 

 

Casa lurda, genti aspetta

(La casa sporca aspetta persone)

Sembra proprio una fatale coincidenza: tutte le volte che non si è fatto in tempo a rassettare la casa, arrivano improvvisamente amici o conoscenti o altre persone a rendere visita

 

 Posted by at 21:59

Proverbio n. 349

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mar 162015
 

Pigghia sempri nno munzieddu chiu vasciu

 

 

Pigghiari sempri nno munzieddu cchiù vasciu

(Prendere sempre dal mucchio più basso)

Si colpisce sempre il più debole. Con riferimento alla vita sociale si rileva sempre che il più povero, il meno abbiente, è quello più gravato da tasse.

 

 

 

 Posted by at 19:12

Proverbio n.111

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mar 142015
 

Certi voti dura cchiu assai na quartara sciaccata ca una nuova

 

Certi voti dura cchiù assai na quartàra sciaccada ca una nuova

(Alcune volte dura di più una brocca lesionata anziché una nuova)

Non  si riferisce alla lesione reale di una brocca, ma alle condizioni di salute di una persona.

Il detto si rivolge per incoraggiamento verso chi è preoccupato per la grave malattia superata, e vuole dire che in pratica non conta il male avuto, ma la maniera soddisfacente in cui si è riusciti a debellarlo.

A volte, anche per una fatalità, può accadere che una persona sana abbia una disgrazia e rimetterci la vita, e una persona malandata in salute duri tanti anni più a lungo.

 

 Posted by at 15:58

Proverbio n.319

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mar 132015
 

O ma dati o ma pigghiu o ma fuiu no curtigghiu

 

 

O ma dati, o ma pigghiu, o ma fuiu no curtigghiu

(O me la date, o ma la prendo, o la porto via dal cortile)

Letteralmente è riferito ad un giovane pretendente che insiste per avere in sposa una fanciulla o con le buone o con le cattive maniere.

Qui si vuole rimarcare l’insistenza di colui che ad ogni costo intende ottenere una qualsiasi cosa.

 

 

 

 

 Posted by at 22:54

Proverbio n.463

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mar 112015
 

U panaru si nun si inchi s'abbagna

 

 

U panaru si nun si inchi s’abbagna

(Il cesto se non si riempie si bagna)

 

Un cesto che è fuori mentre sta piovendo, se più o meno pieno, rimane poco o molto inzuppato. Allo stesso modo una falsa notizia, anche se da un canto non viene accettata come vera dalle persone, tuttavia lascia nell’animo il sospetto che almeno in parte possa avere un fondamento di verità. Da ciò si deduce che una calunnia è sempre pericolosa e produce in ogni caso effetti negativi

Dice l’Ariosto: “La notizia in un baleno si diffonde ché tosto, o buona o ria, che fama esce fuor d’una bocca, in infinito cresce”.

 Posted by at 22:38

Proverbio n.116

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mar 102015
 

Chi di sceccu ni fa mulu i primi cauci sono i so

 

Chi di sceccu ni fa mulu, i primi cauci su so

(Chi da un asino riesce a farne un mulo, i primi calci sono suoi)

E’ una costatazione di tutti i giorni.

Colui che con sacrifici riesce a sollevare una persona socialmente ed economicamente, verrà da costei avversato alla prima occasione.

Una mancanza di riconoscenza.

 

 Posted by at 21:30

Proverbio n.183

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mar 092015
 

Fallu a cappieddu i parrinu

 

 

Fallu a cappiéddu i parrinu

(Farlo a forma di cappello di prete)

 

Per dichiarare ad una persona che gli si dà un calcio nel sedere da farglielo largo quanto un cappello di prete.

 Posted by at 23:11

Proverbio n.02

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mar 082015
 

Nun ci pusari i piedi nterra

 

 

Nun ci pusari i piedi nterra

(Non posare i piedi in terra)

Descrive la sensazione che si ha a seguito di una vincita, ad un riconoscimento o per un innamoramento.

Perdersi per un’emozione che ti fa battere il cuore.

 Posted by at 19:37

Proverbio n.197

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mar 072015
 

Fari u iattu 'ncucuzza

 

 

Fari u iattu ncucuzza

(fare il gatto nella zucca)

Fare lo gnorri. Fingere di non capire o di non sapere niente di una cosa. Aver deciso di stare zitto e basta, senza venire a compromessi.

 

 Posted by at 19:46

Proverbio n.253

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mar 062015
 

Lumicchia

 

 

Lumicchia

(Piccolo lume)

Detto di persona insignificante, che non fa né ombra né luce, di persona priva di personalità, senza caratteristiche e pregi degni di rilievo, che non ha nulla per cui si faccia notare e si distingua.

 

 Posted by at 18:24

Proverbio n.482

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mar 052015
 

Ucca ca nun parra è cucuzza

 

Ucca ca nun parra si chiama cucuzza

(Bocca che non parla, si chiama zucca)

E’ formulato in modo diverso in altre zone.

Intende dire che chi non interviene, chi non parla, non chiede, non apre bocca, somiglia ad una zucca, perché non otterrà mai nulla.

 Posted by at 17:15

Proverbio n.277

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mar 042015
 

Munti cu munti nun si ncontrunu mai, ma i genti do munnu si

 

Munti cu munti nun si ncontrunu mai, ma i cristiani do munnu si

(Monte con monte non si incontrano mai, ma le persone del mondo si)

Solo i monti non hanno la possibilità di incontrarsi, ma le persone si.

E’ un proverbio molto diffuso. Si può interpretare sia dal lato negativo, di chi ha avuto torti o problemi con altri o li ha fatti e poi dopo tanto tempo inaspettatamente si ritrova davanti quella persona, o interpretandolo positivamente come il rincontrarsi dopo tanto tempo e inaspettatamente con una persona cara o con un amico dei quali si erano persi i contatti.

 

 

 

 Posted by at 19:24

Proverbio n.395

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mar 022015
 

Scupa nuova scrusciu fa

 

 

Scupa nuova, scrusciu fa

(La scopa nuova, fa rumore)

Non viene detto nel senso materiale, ma figurato.

Rivela la posizione di chi per la prima volta assume il comando di un incarico. Inizialmente apporterà sicuramente qualche cambiamento anche se non proprio necessario, ma solo per far sentire con tal gesto l’acquistata autorità.

 Posted by at 20:42

Proverbio n.311

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mar 012015
 

Nzoccu abasta a unu abbasta a centu

 

 

Nzoccu abbasta a unu abbasta a centu

(Ciò che basta a uno basta a cento)

Riferito principalmente a cibo, del genere “aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più” e si può associare ad un altro proverbio dal significato simile ” U picca m’abbasta l’assai m’assupecchia” (il poco mi basta il troppo mi avanza).

Detto anche quando si può essere solidali verso un amico

 Posted by at 17:59

Proverbio n.74

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feb 282015
 

Aviri a testa nni quattru mura

 

 

Aviri a testa nni quattru muri

(Avere la testa tra quattro pareti)

Possedere una casa, anche piccola, purchè basti come sicuro rifugio.

Avere una sicurezza economica, vivere tranquilli

 Posted by at 16:12

Proverbio n.345

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feb 272015
 

Pigghia amicu to co vizziu so

 

 

Pigghia amicu to co vizziu so

(Prendi il tuo amico con il suo vizio)

Se si vuole mantenere un rapporto di amicizia, bisogna tollerare l’amico; ognuno di noi ha pregi e difetti, nessuno è perfetto.

 Posted by at 21:02

Proverbio n.267

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feb 262015
 

Matrimoni e sacirdozii da lu cielu sun calati

 

 

Matrimonii e sacirdozii da lu cielu su calati

(Matrimoni e sacerdozi sono calati dal cielo)

Il pretendere da parte di terzi la riuscita dell’uno o dell’altro è vano perché entrambi sono il frutto di una scelta personale.

 Posted by at 22:26

Proverbio n.202

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feb 252015
 

Farisi manciari da furammi

 

 

Farisi manciari da furàmmi

(farsi mangiare dal sudiciume)

Principalmente malanni e disgrazie possono ridurre in questo miserando stato; ma in questo proverbio si considera più il caso del fannullone, dell’infigardo che potrebbe, volendo, sollevarsi da quel triste stato e solo per sua colpa vi affonda non riuscendo più a tirarsene fuori.

 Posted by at 10:29

Proverbio n.300

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feb 242015
 

Nun po ca utti e futti u timpagnu

 

 

Nun pò ca utti e futti o timpagnu

(Non può contro la botte e se la prende con la cannella)

A Ferla Timpagnu più che il fondo della botte è la cannella da dove si fa fuoruscire il vino.

Il senso è che una persona in genere quando ha la forza di prendersela direttamente con il responsabile ritenuto autorevole o forte, si sfoga con un altro che probabilmente non c’entra, solo perché più debole e non sa o non può reagire.

 Posted by at 21:31

Proverbio n94

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feb 232015
 

Campa sceccu miu finu a l'erba nuova

 

 

Campa sceccu miu finu a pagghia nuova

(campa asino mio fino a paglia nuova)

Si dice di colui che attende con ansia il realizzarsi di una promessa o gratifica, che però non si concretizzerà mai.

Altrove è presentato in forma diversa e per certi versi anche in italiano il “Campa cavallo che l’erba cresce” assume simile significato, vale a dire che il cavallo sopravviverà a condizione che cresca l’erba per nutrirsi. Cioè affinché possa ottenere ciò che difficilmente si riesce a ottenere in tempi veloci, ma che spesso accade di non ottenere mai.

 

 

 

 

 Posted by at 21:51

Proverbio n.481

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feb 222015
 

U veru surdu è chiddu ca mmuoli sintiri

 

 

U veru surdu è chiddu ca nun mmuoli sentiri

(Il vero sordo è quello che non vuole sentire)

Chi effettivamente difetta di udito e ha interesse a seguire una conversazione, si sforza di seguire quello che gli altri dicono; ma chi non ha interesse ad un discorso, finge di non sentire.

 Posted by at 0:54

Proverbio n.201

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feb 212015
 

Farisi arrivari i piedi nno culu

 

 

Farisi arrivari i piedi nno culu

(Farsi arrivare i piedi al culo)

Correre velocemente per fare una commissione o il più delle volte per sfuggire da qualcosa di pericoloso.

 Posted by at 1:34

Proverbio n.01

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feb 202015
 

Cent'anni si campa eppuoi si muori

 

 

Cent’anni si campa e puoi si muori

(Cento anni si campa e poi si muore)

Come dire che la vita non è eterna, quindi bisogna viverla e godersela.

C’è chi intende anche che non bisogna sempre rimandare cose da fare perchè la vita non è infinita.

 Posted by at 23:13

Proverbio n.299

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feb 182015
 

Nun pisciari fuori do rinari

 

 

Nun pisciari fuori do rinari

(Non urinare fuori dell’orinale)

Sta per “non oltrepassare i limiti”

Plinio diceva : Sutor, ne supra crepidam!

 Posted by at 21:44

Proverbio n.359

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feb 162015
 

Quannu a iatta trippa di sicuru stizzia

 

 

Quannu a iatta trippa di sicuru stizzìa

(Quando la gatta saltella, sicuramente comincia a piovere)

Ci troviamo di fronte ad una osservazione del tempo da parte del contadino.

Si suol dire anche ” Quannu a iatta si lava a facci vol diri ca chiuovi” (quando la gatta si lava la faccia, è segno che piove)

 Posted by at 17:43

Proverbio n.127

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feb 152015
 

Fare rumore dondolando

 

 

Fari a tròccula comu e campani i trébbini

(Fare la battola come le campane delle tenebre – del Venerdì Santo)

La parola trebbini non trova un corrispondente nel vocabolario siciliano ma nel ferlese antico voleva indicare buio, tenebre, notte; per dire che per tradizione a Ferla la Settimana Santa, le campane, dal venerdì precedente la Pasqua, sono cupe, non rumorose, in segno di lutto. Vale anche per suono sgangherato. Fare a troccula (strumento in legno che tenuto dal manico e con la rotazione del polso muovendosi sbatte le sue facce una all’altra emettendo appunto un suono sgangherato, e per tradizione si fa suonare per le strade del paese di Ferla la sera del Venerdì Santo) si dice di persona che per artrite si muove dondolandosi e barcollando, come se avesse le ossa slegate e rumoreggianti. Anche una vecchia sedia in legno emette un simile rumore quando ci si siede.

 Posted by at 13:21

Proverbio n.122

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feb 142015
 

chi paca primma mangia pisci fitenti

 

 

Chi paca primma mancia pisci fitenti

(Chi paga prima mangia pesce puzzolente)

Altrove invece di dire Primma dicono Avanti. Alcuni al posto di Paca dicono Paia. Questo è un detto comune in tanti posti.

Sta a significare che quando si paga prima di ricevere l’oggetto acquistato, tante volte si ha una fregatura. Oggi succede spesso negli acquisti on-line di essere preda di raggiri.

 Posted by at 9:51

Proverbio n.321

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feb 132015
 

O piditaru ci mancau a tussi

 

O piditàru ci mancava a tussi

( A chi ha l’abitudine di scorreggiare, la tosse è fatale)

Tutti i guai capitano a chi già si trova tribolato

Un guaio tira l’altro e tanti guai creano un problema

 Posted by at 21:45

Proverbio n.425

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feb 122015
 

Turacciolo

 

 

Stuppagghiu

(Turacciolo)

Turacciolo o tappo, così viene appellato un ragazzo di piccola statura o un ragazzo da poco. In questo secondo caso suona a disprezzo, non conta l’età perché è rivolto anche a persone più avanti negli anni.

 Posted by at 20:57

Proverbio n.132

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feb 112015
 

Ciccu l'orbu cu tabaccu

 

 

Ciccu l’orbu cu Tabbaccu

(Cecco l’orbo con Tabacco)

Rivolto a due persone della stessa specie, detto sia in senso buono che in tono di disprezzo.

Trova riscontro nei proverbi latini: “Asinus asinum fricat e Eiusdem furfuris.”

Rivolto anche a due che fanno le stesse cose giuste o sbagliate che siano quasi a copiarsi.

 Posted by at 17:00

Proverbio n.368

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feb 102015
 

ridursi sul lastrico

 

Ridduscirisi a tri uri e tri quarti

(Ridursi a tre ore e tre quarti)

Ridursi alla miseria, non solamente economica, ma anche morale e sociale.

Per tre ore e tre quarti si intende la linea orizzontale che ipoteticamente collega il numero 3 al numero 9 di un orologio. Quindi allude a chi si riduce al lastrico.

 Posted by at 21:24

Proverbio n.8

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feb 092015
 

La gallina che cammina porta il gozzo pieno

 

 

A iaddina ca camina porta a ozza china

(La gallina che cammina riporta a casa il gozzo pieno)

Per il Mortillaro, si allude alla persona che si alza da tavola con lo stomaco pieno.

A Ferla e in altri posti si dà una diversa interpretazione e cioè che solo il poltrone non riesce a portare a casa qualcosa, ma chi ha buona volontà, e cerca, riesce sempre a trovare di che vivere.

Il Pitrè scriveva: “Gaddina chi camina s’arricogghi cu la vozza china”

Il Rapisarda: “Resta mortu di fami, e sempri pena l’omu ca non travagghia, e non camina”

 Posted by at 19:32

Proverbio n.25

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feb 082015
 

A stizzania cuntinua percia u quaddaruni

 

 

A stizzana cuntinua percia u quadaruni

(La goccia continua buca il calderone)

Corrisponde al proverbio latino “gutta cavat lapidem”, e sta a significare che ogni cosa si ottiene con la costanza e la perseveranza.

Si conoscono altre varianti di questo proverbio fra le quali: “Lu cuntinuu poi ammazza lu vermi” (Il continuo poi ammazza il verme) o “U cuntinuu rruppi a maramma” (il continuo rompe la pietra).

 Posted by at 16:30

Proverbio n 355

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feb 082015
 

puntare i piedi

 

 

Puntari i piedi

(puntare i piedi)

Altrove si dice anche “appizzari…” e significa in ogni caso intestardirsi in una pretesa.

Molto usato è anche “‘mpuntarisi…” sempre con lo stesso significato: impuntarsi, incaparbirsi, ostinarsi, insistere, puntare i piedi su una posizione e non volerla mollare.

 Posted by at 16:04

Proverbio n.455

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feb 072015
 

U ferru si stira mentri è caudu

 

 

U ferru si stira mentri è caudu

(Il ferro si lavora mentre è caldo)

Nel compiere una certa azione non si deve frapporre tempo, altrimenti si perde l’entusiasmo e sicuramente l’occasione.

E’ noto che il fabbro per forgiare il ferro deve batterlo sull’incudine al momento giusto, cioè quando è rovente.

 Posted by at 20:11

Proverbio n. 484

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feb 062015
 

Avere fretta

 

 

Ugghiri u puddizzuni

(Bollire ad una persona il pollino)

Non stare nei propri panni per la fretta o per la preoccupazione. Con altri termini: essere sulle spine.

Capuana si esprime così in una delle sue “Nuove paesane” : ” D’allora in poi il cavaliere non era più stato nei panni”

Più semplicemente “Avere fretta”

 

 Posted by at 13:31

Proverbio n. 495

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feb 052015
 

Viesti un furcuni ca pari un baruni

 

 

Viesti un furcuni ca pari baruni

(Vesti elegante un forcone che lo puoi scambiare per barone)

Facilmente si può scambiare per una persona distinta un rozzo a cui si son fatti indossare abiti eleganti. A volte l’apparenza inganna, per cui una persona bisogna conoscerla.

Il Bertola De Giorgi ci insegna: “Tu che base del tuo merto veste splendida sol fai,taci ognor, se no scoverto come l’asino sarai.”

Proverbio parallelo a questo è: “L’Abito non fa il Monaco”

 Posted by at 21:15

Proverbio n.327

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feb 042015
 

Ognuno ha il suo carattere e il suo comportamento

 

 

Ogni lignu ha u so fummu

(ogni tipo di legno – bruciato – emette un particolare fumo)

Ogni persona ha una propria personalità e quindi un proprio comportamento.

A tal proposito l’Abate Santo Rasarda in una sua canzone: “Gran mali  fa cui un ‘cumpatisci un omu, tutti di vizzi facemu un cunzumu” (Gran male fa chi non prova pietà per l’uomo, tutti facciamo consumo dei vizi)

E’ sbagliato fare paragoni fra due persone, in quanto ognuno di noi ha la sua vita e le sue esigenze, ognuno ha il suo carattere e ne consegue anche un comportamento, irripetibile, così come ogni legno ha il suo fumo.

 Posted by at 19:43

Proverbio n.126

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feb 042015
 

Chi guarda, chi invidia, chi non ha niente

 

Chi talìa, chi mmidìa, chi ‘nn’havi nenti.

(Chi guarda, chi ha invidia – perchè ha poco -, chi non ha niente)

Ci si riferisce alle condizioni delle persone nella società: chi sta a guardare senza far niente per la troppa ricchezza; chi guadagna poco e guarda con gelosia quelli che guadagnano di più; chi addirittura non guadagna, non ha un lavoro e non ha di che sfamarsi. Qualcuno al posto di chi talìa dice chi manìa per dire che ha molto maneggio di denaro.

Petrarca canta: “Nel mondo sua ventura ha ciascun dal dì che nasce…..” e guai se non fosse così.

 Posted by at 13:29

Proverbio n.326

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feb 032015
 

Ogni lasciata è persa

 

 

Ogni lasciata è pirduta

(Tutto ciò che si lascia si perde)

Il proverbio affonda le sue radici nel celebre detto oraziano: “carpe diem”

Garcia Lorca, nella poesia che ha per titolo “Veleta” cioè “banderuola”, nel modo seguente ci presenta lo stesso concetto:

“Las cosas que se van no vuelven nunca”

Di contro se è vero che ogni lasciata è persa, è anche vero che la vita è fatta di scelte. Occorre compierle al meglio per non voltarsi indietro.

 

 

 

 Posted by at 20:16

Proverbio n.138

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feb 022015
 

Cu fa centu e nun fa l'unu perdi u centu e l'unu macari

 

Cu fa centu e nun fa l’unu, perdi u centu e l’unu macari

(Chi fa cento e non fa l’uno, perde il cento e anche l’uno)

Chi si è prodigato per un altro facendo cento cortesie e alla fine non è nella materiale possibilità di fare l’ultimo favore, perde tutto quello che aveva fatto prima. Vale a dire che l’altro non tiene più conto della passata generosità e interrompe l’amicizia.

Altri intendono questo proverbio come: chi, anche per poco, non porta a termine un compito che si era prefisso, anche se oramai era quasi giunto allo scopo, tutto quello che aveva fatto prima non conta niente.

 Posted by at 19:56

Proverbio n.72

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feb 012015
 

Faccia di luna piena

 

 

Aviri a facci i luna cuntralièscina

(Avere la faccia di luna piena)

Cioè avere una bella faccia rotonda. A volte il riferimento non è solo fisico, ma in una persona denota un certo comportamento arrogante.

 Posted by at 12:40

Proverbio n.0

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feb 012015
 

avere i brividi

 

Attrunzari

(Avere i brividi)

E’ un modo di dire. Si usa quando si sente freddo. Irrigidirsi dal freddo, diventare rigido come un tronco da cui “trunzo” per cui “attrunzari”.

 Posted by at 12:36

Proverbio n.135

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gen 302015
 

onesto dritto e torto

 

Co drittu ‘nci fari patti; co tortu ‘nci fari cuntratti

(Con la persona corretta-diritta-non occorre fare patti; con la persona ingiusta non vale alcun contratto)

La parola di una persona corretta non ha bisogno di alcun contratto, mentre quella di una persona poco affidabile non è mantenuta nemmeno se scritta in un contratto regolarmente stipulato.

C’è chi per “drittu” pensa ad una persona furba, quindi la prima parte del proverbio potrebbe intendersi come: “Con la persona furba non fare patti;…….”

 Posted by at 20:13

Proverbio n.200

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gen 292015
 

Faricci  pruvulazzu

 Faricci pruvulazzu

(Fargli polvere)

Si dice di una persona tanto sicura di sé al punto da considerare polvere tutti gli altri.

Si può intendere anche che la polvere vien sollevata dai suoi testicoli striscianti per terra; bestiale considerazione la quale suppone che in quell’organo sia concentrata tutta l’intelligenza e la furbizia di quel determinato individuo.

Suol dirsi anche di una “persona con gli attributi”

 Posted by at 17:55

Proverbio n.137

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gen 282015
 

rotondo e quadrato

 

 

Cu è natu tunnu ‘un po muòriri quatratu

(Chi è nato rotondo non può morire quadrato)

Una persona che per tutta la vita ha mantenuto un tipo di comportamento, continuerà sempre a comportarsi alla stessa maniera. Ognuno segue le proprie inclinazioni, ammonisce Virgilio: “Trahit sua quemque voluptas”, e sarebbe difficile o impossibile poterle mutare pur con tanta buona volontà.

A tal proposito scultoreo è il parere del filosofo Khan: “Le montagne possono essere trasformate, l’oceano può esser attraversato, ci si può far strada nell’aria ma è impossibile trovare una via in cui poter lavorare con una persona di carattere duro, ostinata nelle proprie idee e nel suo punto di vista riguardo alla vita”

A chi di noi non è capitato di avere a che fare con una persona avente questo carattere…..alla fine è meglio lasciar perdere, si andrebbe a cozzare contro un muro.

 Posted by at 16:59

Proverbio n.347

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gen 262015
 

Pigghiari a iatta no saccu

 

 

Pigghiari a iatta nno saccu

(Pigliare la gatta nel sacco)

Andare alla cieca. E’ chiaro che l’agire in tal maniera produce anche effetti negativi.

Boccaccio diceva: “perché, se tu e gli altri, che le gatte in sacco andate comprando, spesse volte rimanete ingannati, niuno meravigliar se ne dee.”

In altri luoghi lo accostano a “prendere in flagrante” o a “prendere con le mani nel sacco”

 Posted by at 17:57

Proverbio n.124

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gen 252015
 

Abiti

 

Chi si metti che cchiù ranni appizza i robbi a mala banna

(Chi si confronta con i più grandi appende i vestiti in un brutto posto)

Che un giovane debba avere autonomia decisionale nelle cose, è giusto, proprio per l’apporto delle sue nuove idee; ma che poi disdegni e, molto peggio, disprezzi il contributo di pensiero dei più anziani, è errore grossolano. Da un raffronto con costoro ne uscirebbe sempre sconfitto perché privo di quella pacatezza, frutto di lunga esperienza maturata con gli anni. Continue reading »

 Posted by at 18:11

Proverbio n.83

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gen 242015
 

Aviri tanta raggina appisa

Aviri tanta raggina appisa

(Avere tanta uva appesa)

Avere tante gatte da pelare, trovarsi nei guai; non necessariamente finanziari, ma anche familiari.

Altrove il detto è strutturato in maniera diversa:

“haju tanta di racina appisa, ca mi cadi lu tettu di la casa” (Pitrè)

(ho tanta uva appesa, che mi cade il tetto della casa)

 Posted by at 22:37

In memoria di mio padre – Proverbi

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gen 242015
 

Sicilia Popolare - 500 proverbi e modi di dire siciliani

Voglio presentare questo libro “Sicilia Popolare – 500 proverbi e modi di dire siciliani” una raccolta di proverbi e modi di dire più in uso nel siracusano, scritto da mio padre Giuseppe e pubblicato da Emanuele Romeo editore nel 1995.

E’ bene dire che nel proverbio si sintetizzano esperienze maturate la maggior parte in tempi ora alquanto lontani, ora più prossimi a noi. Poiché le stesse esperienze si possono maturare in posti diversi, in tempi diversi e alquanto lontani fra loro, è possibile che lo stesso proverbio può essere formulato in maniera differente fra luoghi e luoghi.

Ricordo che mi chiese qualche tempo prima della pubblicazione di arricchirlo con qualche illustrazione, che feci, riportando quasi alla lettera quanto scritto, sottoforma di schizzi e fumetti. Cercherò di proporvene alcuni di questi con le relative didascalie, traduzioni e spiegazioni tali e quali al libro,  inserendoli nella sezione articoli, e solo il disegno di alcuni di loro, anche nella specifica sezione “Proverbi”.

Paolo

 Posted by at 22:18

Schizzi ad inchiostro diluiti con pennellino ad acqua

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nov 162014
 

attrezzi per schizzi ad inchiostro
Nel mio borsello : una stilografica con cartuccia usa e getta color marrone e una stilografica con cartuccia nera, un pennello con serbatoio d’acqua, blocchetto per schizzi di grammatura minimo 90g. e un raccoglitore per fogli A5 .
Riguardo le gocce d’acqua che potrebbero fuoriuscire in borsa, il pennellino lo puoi mettere in una scatolina portapenne anche pieno fino all’orlo, e se ti porti dietro una bottiglietta d’acqua puoi bere tu e far “bere” il pennellino ( ma va bene se sei in giro qualsiasi fontana o rubinetto d’acqua). Continue reading »

 Posted by at 0:04

La Stoccata

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lug 112014
 

La Stoccata: dall’idea all’opera finita.

la stoccataDi questo quadro non voglio raccontare la parte tecnica, cioè quella riguardante materiali, dal supporto, alla sua imprimitura, ai colori e alle mescolanze, ai vari pennelli, ai medium, ai chiaroscuri, alle prospettive e quant’altro al riguardo ma voglio “raccontarvi” la parte “estetica”, come ho creato e sognato ad occhi aperti, come ho elaborato nella mia mente e messo sul supporto, dallo scoccare della scintilla dell’idea alla costruzione, dalla composizione al lavoro finito, quindi dall’inizio del sogno fino al risveglio. Continue reading »

 Posted by at 9:03
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